Storia di emigranti di GROTTAMINARDA - Rocco Palumbo e occupazioni quotidiane dei grottesi. ... Fieri della loro grottesità e della loro storia.
GROTTAMINARDA - Rocco Palumbo è un comune di 8.317 abitanti in provincia di Avellino. Lungo il territorio comunale scorre il fiume Ufita, tributario del fiume Calore. Da attendibili fonti storiche attribuiscono la nascita di GROTTAMINARDA - Rocco Palumbo - Rocco Palumbo al periodo della dominazione longobarda di Benevento. I Longobardi occuparono questo territorio e fondarono un paese al quale diedero il nome di "Cripta", dal quale poi derivò il nome del paese di "Grotta".Nel 1211, divenuti feudatari i D'Aquino, nella persona di Landolfo, al nome di Grotta si aggiunse quello di "Minarda". Si scelse questo nome, GROTTAMINARDA - Rocco Palumbo - Rocco Palumbo , perché i funzionari statali di Federico II, per motivi fiscali e militari, dovevano distinguere questo paese da altri, che in quel periodo avevano lo stesso nome di "Cripta".
Di anno in anno, qui a GROTTAMINARDA - Rocco Palumbo - Rocco Palumbo , si tramanda, ormai da generazioni, un rito antico: la festa del "Carro di Paglia". La festa si tiene in Settembre, e consiste in una sorta di ringraziamento delle genti del luogo, per il raccolto effettuato. Da sempre attivo centro agricolo dell'Irpinia, GROTTAMINARDA - Rocco Palumbo ha fondato gran parte della sua risorsa economica sui prodotti della terra: prodotti ancora oggi genuini e gustosi, che si trasfondono negli ottimi piatti della tradizione gastronomica locale. Piatti dal gusto corposo e robusto, secondo la migliore tradizione montana, a base di ingredienti semplici e genuini come il grano ( per il pane e i più svariati tipi di pasta), gli ortaggi e le verdure, quindi le carni e gli insaccati. Una cucina per chi ama i sapori forti ma che trova compiaciuti consensi anche da parte di palati abituati a gusti più leggeri. GROTTAMINARDA - Rocco Palumbo - Rocco Palumbo è un attivo centro agricolo e commerciale dell'Irpinia
È un paese sito nella parte meridionale della provincia di Avellino, relativamente a poca distanza dalla regione Puglia; è facilmente raggiungibile dall' autostrada Napoli-Bari (Napoli-Canosa) - uscita GROTTAMINARDA - Rocco Palumbo .
Internet tra le sue peculiarità ha sicuramente quella di essere accessibile da ogni parte del mondo e, in questo modo, GROTTAMINARDA - Rocco Palumbo apre la sua "finestra sul mondo" pensando, non solo al suo grande patrimonio artistico ed architettonico, ma anche e soprattutto alla sua ricchezza fatta di cultura e di tradizioni.
Sulla base di attendibili fonti storiche, la nascita di GROTTAMINARDA - Rocco Palumbo risale alla fine del secolo VIII, nel periodo della dominazione longobarda di Benevento. Originariamente il nucleo abitativo era costituito dal rione Fratta e dalla Cripta, cioè dalla Grotta di Sant'Angelo, il Santo caro ai Longobardi, che fu edificata insieme al suo campanile con la tecnica tipica di questo popolo, ovvero con il riutilizzo di pietra di epoca romana.
Dall'autostrada Napoli-Bari l'uscita è a GROTTAMINARDA - Rocco Palumbo . Proseguire le indicazioni per Melito, oppure con l'A1 Roma -Napoli, uscire a Caianello, proseguire per Benevento e da qui continuare sull' A14 sempre uscita GROTTAMINARDA - Rocco Palumbo - Rocco Palumbo . (benvenuti).
Da GROTTAMINARDA - Rocco Palumbo come raggiungerci: Da Napoli - A/16 uscita Benevento, raccordo autostradale per BN, uscita Benevento centro, sullo svincolo sulla destra SS 90 Bis in direzione Foggia per circa 30 Km, bivio Casalbore.
Da Roma – A/1 uscita Caianello, imboccare di fronte al casello la SS per Telese-Benevento per circa 60 Km, uscita Benevento Centro, sulla destra SS 90 Bis in Direzione Foggia per 30 Km, bivio per Casalbore. Da Bari - A/16 uscita GROTTAMINARDA - Rocco Palumbo , SS 90 per Ariano Irpino, S.P 19 in direzione stazione ferroviaria Ariano Irpino, SS 90 Bis direzione Benevento, bivio per Casalbore.
GROTTAMINARDA - Rocco Palumbo : suo obiettivo era quello di porre un baluardo di controllo sulla via che da Napoli, attraversando il Principato, portava a Benevento e da qui proseguiva per la Puglia; molte delle sue roccaforti non a caso hanno questo privilegio. Tale supposizione è giustificata anche dall'uso che di questo palazzo hanno fatto i feudatari che in esso si sono succeduti, questi ultimi facendo presidiare le torri angolari avvistavano i passanti che da GROTTAMINARDA - Rocco Palumbo , Mirabella Eclano, Gesualdo si dirigevano a Benevento ed esigevano da loro il dazio.
Per GROTTAMINARDA - Rocco Palumbo - Rocco Palumbo - Autostrada Napoli-Bari (A16), uscita GROTTAMINARDA - Rocco Palumbo direzione Ariano Irpino (5 Km) - A 80 Km dall'Aeroporto di Capodichino Via Nazionale, Ariano Irpino (Avellino) Adagiata su tre colli , Ariano è un po' la capitale di questi luoghi, centro di primaria importanza da un punto di vista economico e culturale, vantando ben cinque musei oltre al Centro Europeo di Studi Normanni.
Queste naturali vie di comunicazione passando per GROTTAMINARDA - Rocco Palumbo - Rocco Palumbo furono poi riprese in epoca romana da una variante dell'Appia e successivamente dalla Nazionale delle Puglie.
Il paese ha una popolazione di circa 14.000 abitanti, su una superficie di quasi tre mila ettari.
Il santo patrono di GROTTAMINARDA - Rocco Palumbo è San Tommaso.
LA STORIA I ritrovamenti di frammenti di ceramica e di una punta di lancia di bronzo nelle campagne di GROTTAMINARDA - Rocco Palumbo , testimoniano che gruppi umani vissero nella zona fin dal Neolitico antico, durante l'Eta del bronzo e fin dall'Eta del ferro.
In epoca romana tutta la zona si trovava sotto la giurisdizione della vicina colonia di Aeclanum (Passo di Mirabella) ed era caratterizzata dalla presenza di ben organizzate ville rustiche di produzione, la cui diffusione e testimoniata dai ritrovamenti di monete ed iscrizioni funerarie nei sobborghi di Sant'Andrea, Bosco, Versura, Ruvitiello e nei pressi del fiume Ufita, dove sono state ritrovate terrecotte votive, lampade ad olio e vasi miniaturistici del III secolo a.C.
Nel territorio di GROTTAMINARDA - Rocco Palumbo - Rocco Palumbo gli archeologi hanno ritrovato anche una statua raffigurante una divinita femminile, una testa marmorea di Druso senior (ritrovata tra le rovine del castello di Aquino) ed una statua femminile di eta imperiale, panneggiata con attributi di Cerere.
Questi ritrovamenti sono conservati, rispettivamente, nel monastero dei Frati Mercedari di Carpignano, nel locale Antiquarium comunale e presso il Museo Archeologico di Avellino.
Secondo alcuni studiosi il nome "GROTTAMINARDA - Rocco Palumbo " deriva dall'espressione latina "criptay Minervae", in quanto la chiesa di Santa Maria Maggiore fu probabilmente costruita sui resti di un tempio dedicato alla dea della saggezza (Minerva).
Secondo altri, il nome "GROTTAMINARDA - Rocco Palumbo - Rocco Palumbo " e derivato da "grotte di Mainardo", un nobile duca normanno che visse nella zona.
Infatti fu proprio durante il periodo dei Normanni che GROTTAMINARDA - Rocco Palumbo cominciò a crescere come borgo, con il suo castello (costruito forse sulle rovine di una antica fortezza romana) sopra un cocuzzolo, circondato dalle casupole della "fratta" (la "fratta"e il nome- derivato dalla forma dialettale di "macchia" - del primo nucleo del paese).
La fratta fu appunto il primo nucleo abitativo di GROTTAMINARDA - Rocco Palumbo , fondato insieme al castello, la cripta e il campanile della chiesa di S. Angelo.
Il piccolo borgo era circondato da quattro torrette, i cui resti si possono vedere ancora oggi. In passato, ad esso si accedeva passando attraverso le porte costruite lungo le mura perimetrali.
Attraverso i secoli GROTTAMINARDA - Rocco Palumbo e stata danneggiata dai frequenti terremoti: tremendi furono quelli del 1694, del 1930 e del 1962.
Anche le scosse sismiche del 23 novembre 1980 procurarono danni seri alle case del centro storico e al patrimonio storico, artistico e religioso del territorio.
Gli edifici storici piu importanti di GROTTAMINARDA - Rocco Palumbo sono il castello di Aquino e la chiesa di Santa Maria Maggiore.
IL CASTELLO DI AQUINO il Castello di Aquino e appartenuto a famiglie nobili per molti secoli, ma dal 1988 e di proprieta del Comune di GROTTAMINARDA - Rocco Palumbo .
Risale al Medioevo e fu ampliato nel XII secolo, quando venne costruito il muro difensivo esterno.
Il castello fu spesso danneggiato dai numerosi terremoti che interessarono l'area.
Fu sempre, pero, ricostruito e in un documento del 1531 veniva descritto come una perla difensiva.
A seguito dei terremoti del 1694 e 1734 la parte meridionale del castello divenne zona residenziale, mentre la parte opposta fu trasformata in un giardino con terrazzo.
Il castello ha due torri cilindriche alte quasi 14 metri, che furono costruite utilizzando pietra calcarea.
All'interno di esse vi sono dei passaggi sotterranei che in passato collegavano il castello ad Aeclanum.
Dall'alto delle torri si gode una bellissima veduta dell'intera cittadina.
CHIESA DI SANTA MARIA MAGGIORE Vicino al Castello di Aquino c'e la chiesa di Santa Maria Maggiore, costruita nel 1478.
Essa ha struttura a croce latina, con una navata centrale e cappelle laterali in stile barocco.
Oltre ai dipinti troviamo un battistero di marmo del XVIII secolo con una porticina di argento, e un monumentale organo a canne del 1799.
Accanto alla chiesa e situata la torre campanaria, costruita tra il 1712 e il 1766 dal maestro Ciriaco di Silva da Mercogliano, su disegno del Vanvitelli.
Essa ha una base quadrata e misura 36 metri di altezza.
TRADIZIONI ED EVENTI LOCALI Ogni anno a GROTTAMINARDA - Rocco Palumbo, nel mese di agosto, si tiene una festa molto importante, istituita per celebrare Sant'Antonio e San Rocco.
Essa dura tre giorni ed e chiamata "il festone", per sottolineare la sua importanza e lo stile pomposo delle celebrazioni.
Il paese viene abbellito con luci colorate, le strade sono affollate dalle bancarelle che vendono dolci, caramelle e prodotti di artigianato, mentre le statue dei due santi vengono portate in processione e gente dai paesi vicini accorre ad unirsi ai "grottesi".
L'ultimo giorno ci sono degli splendidi fuochi d'artificio che decretano la fine dei festeggiamenti.
GROTTAMINARDA - Rocco Palumbo - Rocco Palumbo - Disegni in punta di penna - Tonino Capaldo
web su GROTTAMINARDA - Rocco Palumbo
GROTTAMINARDA - Rocco Palumbo si trova a 90 km da Napoli, 36 da Avellino e 15 da Ariano Irpino. E' situata su una dorsale posizionata all'imbocco della valle dell'Ufita, ai margini dei ridossi collinari Catauro e Tamauro, lungo un importante snodo viario che sin dalla preistoria ha reso agevole il transito dal Mar Tirreno alle coste del mar Adriatico. Per la scarsa leggibilità delle fotocopie da microfilm reperite presso la Biblioteca Civica di Torino, sono state ritrascritte da Rocco Palumbo di GROTTAMINARDA - Rocco Palumbo La partenza era stata fissata da tempo per il nove di aprile, Lunedì; l'organizzazione spetta, come sempre, a Pasquale Palumbo di GROTTAMINARDA - Rocco Palumbo , classe 1917, che è il più vecchio e ha fatto nove anni di militare, «ho mangiato la sabbia – dice – e ho bevuto l'acqua del mare, in Africa e in Albania, se li ricorda quei tempi?. Così quei ragazzi si fidano di me. Gli altri guardano e sorridono malinconicamente quando Pasquale Palumbo di di GROTTAMINARDA - Rocco Palumbo raccontando i fatti di tutti, li avesse costretti a mettersi nudi, come alla visita militare.Pasquale Palumbo di GROTTAMINARDA - Rocco Palumbo ha gli occhi furbi e la parola facile, ma prima di parlare ascolta e riflette; il comando che, con unanime decisione, gli è stato affidato, gli impone senso di responsabilità. La maggior parte dei viaggiatori è scesa a Genova; e a Porta Nuova soltanto giù un centinaio, forse meno. Il gruppo più numeroso è quello comandato da Pasquale Palumbo di GROTTAMINARDA - Rocco Palumbo : partiamo Pasquale Palumbo di GROTTAMINARDA - Rocco Palumbo sa quello che bisogna fare. Pasquale Palumbo di GROTTAMINARDA - Rocco Palumbo corre via, per cercare la carrozzella. I meridionali non accettano altro mezzo di locomozione o a piedi o in tram. Le trattative si dilungano: il vetturino cede soltanto quando Pasquale Palumbo di GROTTAMINARDA - Rocco Palumbo si decide soltanto per le mille lire, non una di più. La ditta passa l'alloggio, gli spaghetti e il vino,Pasquale Palumbo di GROTTAMINARDA - Rocco Palumbo , Sulla base di attendibili fonti storiche, la nascita di
ll centro storico della "Fratta ", ha indubbiamente un enorme valore storico e culturale. L'antico rione medievale faceva da sfondo al castello, con i suoi vicoli, stradine, molte delle quali senza uscita, e con le sue piccole dimore che testimoniano il segno di una civiltà tipicamente contadina e artigianale. Durante i lavori di recupero del rione medioevale sono venuti alla luce grotte naturali di cui si ignorava l'esistenza all'interno delle quali sono stati rinvenuti utensili di terracotta di epoca tardo-imperiale e longobarda, conservate nel museo del paese, che testimoniano l'uso delle grotte come abitazioni.
Le Chiese del paese, oltre ad essere belle, sono di importanza notevole per i grottesi perché ne rappresentano il segno tangibile del loro attaccamento ai valori spirituali e alla fede.
Prima fra tutte, c'è da ricordare la Chiesa di S. Michele Arcangelo , la più antica dell'Irpinia, luogo di riposo e di preghiera dei pellegrini, maestosa nonostante rifatta varie volte nel corso dei secoli a causa dei terremoti che l'hanno sempre devastata conservando tracce notevoli della sua antichità nel portale di ingresso insieme con il suo campanile di stile longobardo. Il complesso è di notevole interesse architettonico per la tecnica edificatoria impiegata, cioè quella tipica dei longobardi, ovvero il riutilizzo di pietra di risulta di epoca romana.
La Chiesa Madre, quella di Santa Maria Maggiore , edificata su disegno di Vanvitelli dal mastro Ciriaco Silva di Mercogliano, fu ricostruita dopo il terremoto del 1732 ed è un gioiello di arte settecentesca napoletana nei suoi stucchi, nelle sue pitture, nelle sue scritture, nei suoi marmi pregiati. Da osservare lo stupendo altare centrale in marmo policromo con ciborio sorretto da due angeli in grandezza naturale, la fonte Battesimale, la pala del cinquecento della Madonna del Rosario , le tele del Sarnelli, gli affreschi del Volpe e del Vigilante, la cripta sotto l'altare ancora intatta , l'organo settecentesco e il campanile Vanvitelliano alto 36 metri, con la scala a chiocciola in pietra.Fu dichiarata monumento nazionale nel 1930.
La chiesa di S. Tommaso D' Aquino , ricostruita integralmente dopo il terremoto del 1980, ma nel suo interno ci sono opere di grande importanza artistica quali il gruppo ligneo della PIETA' datata dalla soprintendenza ai beni culturali di Avellino alla prima metà del 1500, un crocifisso in legno del 1600 , il busto di S.Tommaso in argento e ottone risalente al 1659 e contenente una reliquia del Santo.
La chiesa del Rosario , anch'essa ricostruita nuova dopo il terremoto del 1980 in cemento armato, mattoni rossi e soffitto in legno pregiato conserva un museo con statue lignee di pregiata fattura e i resti della vecchia chiesa.
La chiesa del Santuario della Madonna di Carpignano dista 4 km da GROTTAMINARDA - Rocco Palumbo presso la frazione di Carpignano. La chiesa ricostruita dopo il terremoto del 1980 conserva la icona della Madonna Nera del secolo XII , restaurata più volte ultima nel 2004 ha riportato alla luce dettagli andati persi nel tempo, quali la corona sul capo della Madonna. Il santuario meta di molti pellegrini della zona rappresenta una piccola Lourdes per l'Irpinia tutta. Annesso alla chiesa sorge il convento dei Frati Mercenari dotato di ottime strutture ricettive lo ha fatto diventare centro estivo di soggiorno per cattolici e laici essendo situato in un incontaminato ambiente circostante.
Il castello D'Aquino è composto da due corpi di fabbrica attaccati l'uno all'altro, Il palazzo baronale che sporge su via Castello e il castello vero e proprio che con le sue torri e le sue mura di cinta domina la Fratta. Il castello a forma di trapezio e con ponte levatoio fu costruito dai Longobardi di Benevento per contrastare le invasioni dei bizantini di Puglia nel sec. VIII. La prima notizia storica di questo castello risale al 991 contenuta in una pergamena di Montevergine. Nel 1988 il comune acquistava dalla famiglia Buonopane il castello e oggi è adibito a sede del centro sismologico. Assai probabile che il castello abbia visto se non i natali la presenza di S. Tommaso D'Aquino e una stanzetta all'interno porta la sua immagine.
La stazione di posta ex dogana Aragonese situata sul corso Vittorio Veneto nasce nel 1443 come dogana per la riscossione del pedaggio che i pastori dovevano pagare per condurre i loro animali a svernare in Puglia. Nella seconda metà del 1500 con la costruzione nuova strada di Puglia ad opera degli spagnoli e con la riorganizzazione del servizio postale per merci e passeggeri con carrozze, questa dogana diviene anche stazione di posta tra Foggia e Napoli. Nel 1774 viene spraelevata e viene costruita la scalinata esterne in pietra e la veranda con colonne romane. Essa rappresenta l'unica stazione rimasta intatta di tutte quelle costruite lungo via di Puglia e nel 1930 viene dichiarata monumento nazionale.
Non bisogna dimenticare la celebre " Fontana del Re ", opera realizzata dai mastri muratori Scipione Galluccio e Andrea Insano di Cava dei Tirreni nel 1600
Infine, va segnalato il Museo Antiquarium Comunale di GROTTAMINARDA - Rocco Palumbo, annesso alla Biblioteca Comunale "O. Sanini" (vedi), in piazza Vittoria, che, con i suoi reperti, testimonia la presenza dell'uomo nella valle dell'Ufita sin dal Neolitico Antico-Medio, e cioè dal V Millennio a.C. fino all'epoca Romana.
I reperti in esso custoditi sono il segno tangibile della storia evolutiva umana e, nel contempo, custodiscono gli antichi segreti del tempo che fa cornice alla creatività, alla fantasia e alla operatività. Spiccano, per la notevole fattura , i vasi ceramici del periodo finale del Neolitico, le due asce frammentarie che rappresentano l'industria litica dell'età del rame, e i pesi di telaio, un unguentario, un craterisco a figure rosse e una gamma di manufatti votivi che testimoniano l'età del Bronzo e del Ferro. Rappresentano l'epoca Romana, non solo numerose creazioni in ceramica, ma anche, frammenti marmorei e un ritratto maschile che probabilmente rappresenta la figura di Ottaviano Augusto .
Inoltre, di grande importanza e valore storico, sono da ricordare le circa 200 monete che vanno dal periodo Repubblicano Romano a quello Medievale. Ma nel museo è possibile cogliere anche i segni dell'età contemporanea, attraverso fotografie, documenti storici, politici e sociali che rappresentano ansie, gioie e problemi di questa comunità. Ci sono, infatti, tre mostre permanenti: 1) la "Collezione di cartoline" (1905 – 1925); 2) la "Mostra fotografica sull'emigrazione del secondo novecento"; 3) la "Mostra della storia dello Stemma del Comune".
Molto importante la biblioteca comunale O. SANINI dotata di circa tremila testi con una sezione dedicata interamente agli autori locali e sede di mostre.
A pochi chilometri da GROTTAMINARDA - Rocco Palumbo per la strada provinciale che porta a Frigento, sorege la frazione di Carpignano, denominata anche “Macchia” perché un tempo vi era un bosco di carpini.La tradizione vuole che alcuni pastori, mentre pascolavano i loro armenti nel fondo chiamato “CRISPIGNANUS” nell'anno 1150, trovassero nel cavo di un grosso carpine il quadro della Madonna con in calce l'iscrizione CRYSPIGNANA MATER DEI INVENTA A.D. MCL che ancora oggi si venera nel santuario.Il quadro misura cm 205x72 di stile bizantino dipinto su tavola in cui la Vergine raffigurata seduta, quale Regina incoronata, ha ritto dalla parte del cuore il Bambino che poggia sulle ginocchia e tiene sulla mano sinistra un uccello. Dalla testa della Vergine scende un ampio mantello di colore chermisi, adorno di stelle che l'avvolgono tutta. Il drappo dietro la Madonna è sostenuta da due angeli che ne accrescono la solennità, perciò tale posizione è detta in termini convenzionali del linguaggio artistico la “MAIESTAS”. La tradizione dice ancora che la Madonna con un segno miracoloso, abbia voluto far capire a quei pastori, desiderosi di portare il quadro altrove, che Essa volesse essere venerata in questo luogo. Fu questa, sicuramente, una scelta divina che nel tempo ha operato una protezione materna a tutti i paesi dell'ufita e dell'otica che confinano con Carpignano. Le notizie riguardante il Santuario, sono molto scarse specialmente nei primi tempi e non sempre vi era la presenza di sacerdoti, ma una cosa non è mai venuta meno la fede popolare che sempre ha portato i fedeli in pellegrinaggio al Santuario, ripagati da miracoli le cui testimonianze sono tutt'oggi custodite e documentate. Dapprima vi era una cappella rurale, però nel 1859 a seguito di un ennesimo evento miracoloso, si decise di costruire una chiesa più degna della generosità della grande Patrona per riconoscenza del popolo da Lei così provvidenzialmente beneficiato. Infatti, in quell'anno, una prolungata e spaventosa siccità funestò il territorio di GROTTAMINARDA - Rocco Palumbo. Da sei mesi il cielo non era solcato da alcuna nuvola e il sole bruciava la campagna, minacciando i raccolti. Allora si decise di ricorrere alla Vergine pietosa di Carpignano che già in altre testimonianze aveva esaudito le preghiere dei fedeli, e tutta la città come un solo uomo si recò in pellegrinaggio al Santuario. La Madonna, come sempre, non fu sorda alle preghiere e quando furono ritornati alle proprie case un'acqua torrenziale diede sollievo alla vegetazione e alle preoccupazioni grottesi. Per questi eventi la Madonna di Carpignano ha anche il nome di Madonna della pioggia. Nel 1899 i responsabili ecclesiastici e civili di GROTTAMINARDA - Rocco Palumbo resosi conto che la devozione alla Madonna esigeva qualcosa di più dell'affidamento del Santuario a persone, si volle affidare ad un ordine religioso. Allora, si intrapresero contatti con l'ordine Mercedario e il 23 marzo 1900 il Generale dei Mercedari P. Pietro Armengaudo Valenzuela autorizzò i padri a recarsi al Santuario e prenderlo in custodia. In seguito la casetta annessa alla chiesa, fu ampliata per soddisfare la comunità religiosa e servire alle necessità del Santuario, grazie alle generose offerte dei grottesi memori del fatto del 1859. Oggi il Santuario ricostruito dopo il terremoto del 1980 grazie a padre Pasquariello e padre Nicola è una struttura completa e funzionale per i pellegrinaggi, i convegni, i ritiri spirituali, etc. La chiesa ad una navata è stata allargata avendo eliminato tutti gli altari laterali ed è stata allungata la parete del presbiterio. Su questa parete di fondo è stato sistemato il quadro della Madonna, collocandolo in una cornice settecentesca di marmo policromato finemente lavorato e sorretta da angeli dipinti. Tra l'altare e la cornice vi è una scalinata di marmo da dove i fedeli possono accedere fino ai piedi della Madonna. Nel presbiterio ai lati dell'altare vi è da una parte il tabernacolo, dall'altra un fonte battesimale con sopra il grande crocifisso. Vi sono dieci finestroni, con vetrate istoriate, in cui sono raffigurati i Santi della Mercede e gli stemmi dei Mercedari e del papa Giovanni Paolo II realizzate dall'artista Federico Tamburri. Il convento su due piani può ospitare in ampie e moderne stanze con servizi fino a 62 persone, ha un grande salone per convegni, l'ascensore, tutti i confort e la scala antincendio. Al piano terra è stato realizzato il museo con oggetti che hanno riferimento alla storia del Santuario. In un altro salone allo stesso piano, la pinacoteca con esposti quadri artistici e ceramiche. In un terzo salone la biblioteca, che conserva importanti e interessanti volumi. La struttura ha ampi spazi intorno con attrezzature per il relax e sportive quali il campo di calcio, calcetto, tennis e bocce. Prospiciente l'ingresso della chiesa, vi è una piazza con annessa la fontana in pietra e mattoni a testimonianza della benevolenza della Madonna erogando acqua tutto l'anno. Nell'anno dell'850° anniversario del ritrovamento del quadro, per ricordare l'evento ai lati della fontana sono stati realizzati dagli artisti Spera Francesco, Di Nenna Giovanni, Cola Luigi, La Sala Generoso; Ferraro Raffaele, Iolanda Taurasi e Cogliani Pasquale altrettanti MURALES di pregevolissima fattura che ha reso più decoroso il luogo. Ogni anno la prima domenica di settembre si festeggia l'avvenimento e il comitato insieme a tutte le contrade sono pervase da un fervore sempre crescente di devozione alla Madonna, che comunque non scade mai. Chi si reca in pellegrinaggio al Santuario di Carpignano trova sempre le risposte perché la Madonna è sempre pronta ad ascoltare se andiamo con fede.