Compleanno Cavalier Levrin

L' amicizia tra il Cavalier Levrin e mio padre risale agli anni in cui lui, allora sindaco di Ingria si prodigò per ottenere con sollecitudine i contributi necessari affinchè la costruzione della strada procedesse senza sosta, e fu grazie a questo interessamento che gli operai che dal meridione erano giunti per lavorare a quest' opera non si dovettero spostare troppe volte dal nord al sud.

La costruzione della strada era affidata all' impresa Rabellino di Santo Stefano Belbo e fu per una di quelle circostanze fortuite che talvolta accadono che mio padre e otto altri grottesi vennero assunti per lavorarci.

Questa storia di emigrazione, tanto simile a molte altre di quegli anni ormai lontani, venne raccontata sulle pagine della Gazzetta del popolo, e io l' ho trascritta su Internet per far conoscere ai più giovani che non sanno com' era la vita allora, cosa avevano dovuto affrontare i loro nonni.

Edoardo Rabellino tornava da una gita in Sicilia quando la sua Giulietta si guastò, a Grottaminarda, proprio nei pressi della casa di mio padre. Fu così che si conobbero e che mio padre venne assunto e con lui il resto di una squadra di lavoranti.

L' accoglienza della gente di Ingria verso questi lavoratori venuti dal sud fu particolarmente calorosa, tantochè, il primo anno, quando arrivarono, li accolsero con un fascio di fiori ("e si che a Grottaminarda i fiori, agli uomini, allora, non si mandavano!") e anche l' anno dopo furono ben accolti con dei festeggiamenti.

Qui, quegli uomini del sud trovarono un ambiente che, lingua a parte, aveva diversi punti di contatto con quello dal quale provenivano e, per quanto era possibile, si sentirono un po' a casa.

E' ricordando la stima di mio padre verso il Cavalier Levrin, e questi episodi ormai lontani nel tempo che mi trovo qui con la mia famiglia per associarmi a voi nel salutare il Cavalier Onorino Bianco Levrin e nel porgergli carissimi auguri nel giorno del suo novantesimo compleanno.