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La Mole Antonelliana nasce come Tempio della Comunità israelita di Torino, emancipata alla vita pubblica da un decreto di Carlo Alberto. La vicenda della Sinagoga Torinese inizia nell'anno 1859. In quell'anno il Regio Ospizio di Carità decise di vendere l'isolato di sua proprietà che accoglieva gli oratori a £ 33.948. Il terreno aveva la forma di un trapezio rettangolare di mq. 2.205,75. Il concorso per il progetto del tempio si apriva il 20 febbraio 1862. Il 14 agosto 1862 Alessandro Antonelli firmò il progetto. ANTONELLI Alessandro, architetto, nacque nel 1798 nel comune di Ghemme Novarese . La sua famiglia, originaria di Roma, si era stabilita nel comune di Maggiora (Novara). Alessandro fu il secondogenito di una numerosa prole. Studiò a Milano, dove compì i corsi ginnasiali e liceali, dedicandosi in pari tempo agli studi di disegno nell'Accademia di Brera. Si trasferì poi a Torino per gli studi superiori. Conseguito il diploma di ingegnere-architetto nel 1824, fu ammesso negli uffici tecnici del demanio. Nel 1828 vinse un concorso per un posto governativo di perfezionamento a Roma, dove potè studiare i monumenti antichi. Nel 1836 prese a professare e ottenne la cattedra di architettura con prospettive nell'Accademia Albertina di Torino fino al 1857: nel contempo ebbe numerosi incarichi professionali a Torino e nel Novarese. Questo architetto è celebre per l'arditezza, e, diciamo pure, anche pr la stranezza delle sue costruzioni, fra cui primeggia la cosiddetta Mole Antonelliana di Torino, causa di acerbe critiche e di entusiastiche lodi. Staticamente in questo edificio cercò di assimilare la costruzione laterizia a quella metallica; artisticamente compì la più curiosa applicazione delle forme classiche. Ad ogni modo la guglia della mole si slancia arditamente verso il cielo a 167 m. dal suolo, costituendo oramai una delle più note caratteristiche del panorama di Torino. Né meno ardita è la cupola che l'Antonelli ha sovrapposto alla bella chiesa di S. Gaudenzio a Novara. La Mole Antonelliana, costruita nel 1863, diventata il simbolo della città di Torino, coltiva, al tempo stesso, l'amor di patria e il culto positivo per la scienza e la modernità. Il Progetto originario subì numerose modifiche promosse dallo stesso Antonelli, che, con l'inserimento della grande volta sormontata dall'elegantissima guglia, volle caratterizzare il monumento portandolo dagli originali 47 metri agli attuali 168 metri di altezza.La Comunità israelita cedette nel 1877 l'edificio, ancora in fase di costruzione, al Comune di Torino, che ne completò la realizzazione. Nel corso degli anni si resero necessari possenti rinforzi di calcestruzzo armato realizzati, a partire dal 1931, dagli Ingegneri Pozzo, Gilberti e Albenga. Sulla punta in origine venne messo un angelo, che nel 1909 venne abbattuto da un uragano. Nel 1953 fu la volta di un fulmine e un violento nubifragio distrusse la punta, ricostruita con una struttura in metallo. I lavori di ricostruzione della cuspide si conclusero nel 1961 per le celebrazioni del centenario dell'Unità d'Italia, in occasione del quale fu inserito all'interno della grande aula un ascensore panoramico. E' stato sede del Museo del Risorgimento nazionale e poi di mostre temporanee. Nel maggio del 1996, per volontà della Città di Torino, è stato avviato il cantiere di recupero funzionale e di restauro dell'edificio per destinarlo a sede del Museo Nazionale del Cinema. Intorno alla Mole aleggia tuttora un'aura di mistero; molti si chiedono ancora oggi perché l'estroso architetto, ormai sessantacinquenne, si sia impegnato in un'impresa così difficile, con soluzioni architettoniche tanto ardite. Vedi articoli tratti da "Atti Società Ingegneri di Torino" (i 2 link sottoindicati)
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