GROTTAMINARDA (Av)
           Brevi schede storiche e turistiche

Grottaminarda
Panorama di Grottaminarda
, in prov. di Avellino. Popolazione: 8324 abitanti; altitudine: 405 m s.l.m.; superficie territoriale 28,93 kmq; distanze: 37 km da Avellino, 90 km da Napoli,35 km da Benevento, 75 km da Foggia; strade di accesso: statale 90 delle Puglie, Autostrada Napoli-Bari A16 (casello), Statale 91 per la Baronia; scalo ferroviario più vicino: Ariano Irpino; produzione agricola: tabacco, ortaggi, olio, vino, foraggi, cereali; produzione artigianale: torroni, salumi, formaggi; fiera: l'Immacolata (8 dicembre); santo patrono: S. Tommaso d'Aquino; santuario: Madonna di Carpignano; mercato settimanale: lunedì; costume tradizionale: la Pacchiana; cucina locale: ciambuttèlla, cicatiélli cu lu puliéo, mugliatiélli. Festa cittadina principale: il Festone (ultima decade di agosto, in onore dei SS Antonio da Padova, Rocco di Montpellier e Tommaso d'Aquino). Scuole: Elementare e Materna, Media "Giovanni XXIII", I.T.I.S. "Ettore Maiorana", I.T.C. "Vincenzo Volpe"; Istituto d'Arte. Biblioteca Comunale "Osvaldo Sanini"; Museo Antiquarium. Monumenti e luoghi di importanza storico-artistica: Chiesa e Campanile di S. Maria Maggiore (sec.XV-XVIII); Chiesa e Campanile di S. Michele Arcangelo (sec.XIII); Castello (sec. XIII); Abitazione settecentesca, con due arconi a pianterreno e loggiatino al primo piano al Corso Vittorio Veneto; Fontana in Piazza Mercato (seconda metà dell'800); Fontana del Re (sec. XVIII), lungo la strada per Passo Eclano; Fontana di S. Tommaso. Uomini illustri: Vincenzo Volpe (Grottaminarda 1855-Napoli 1929), pittore dell'800 napoletano; Osvaldo Sanini La Canea, Creta 1876-Grottaminarda 1962), giornalista, letterato, poeta (confinato politico antifascista, grottese di adozione).

La Chiesa di S. Maria Maggiore
Chiesa di S. Maria Maggiore
 fu eretta nel 1478 con l'uso di numeroso materiale recuperato da costruzioni romane preesistenti nella zona. In seguito ai terremoti del 1702 e del 1732 ebbe tali dissesti che dovette essere ristrutturata in gran parte. L'interno della Chiesa, a una sola navata, è ricco di stucchi e di gessi di gusto tardo-barocco. Nel soffitto campeggiano dipinti di Matteo Vigilante, nell'abside tele del Sarnelli. Il ciborio dell'altare maggiore, tutto in marmo, è un piccolo capolavoro di scultura ed intarsio. A destra della facciata si erge un Campanile monumentale, tutto di pietra lavorata, di stile impreciso e per le varianti e apportate al progetto originario, attribuito alla scuola del Vanvitelli.

La Chiesa e Campanile di San Michele Arcangelo o Sant’Angelo. La Chiesa (rifatta nel 1541) risale al XIII secolo. È a una sola navata, con cappelle e finestre lunate sulle pareti laterali. Il prospetto frontale esterno è semplice ed essenziale, con nicchia sovrastante il portale d’ingresso decorato in stile rinascimentale, frontone contornato da un’ampia cornice, quattro slanciate lesene strigilate complete di base e capitello. La torre campanaria, alla base, mostra tracce di architettura longobarda nel tipo di pietre usate e nell’impiego di elementi costruttivi.

Stazione di posta. L’abitazione, situata al Corso Vittorio Veneto, quasi all’incrocio con Via Valle e Via Nostra Donna, risale al XVIII secolo (parte inferiore 1767, parte superiore 1778). Per lungo tempo è stata stazione di posta dei cavalli lungo la strada per la Puglia. Il prospetto presenta due grandi arconi di base, sovrastati da un loggiatino di stile veneziano, a cui si accede tramite uno scalone esterno in pietra lavorata, con portale decorato di cornici e volute. Quattro esili colonne scanalate scandiscono bene lo spazio creato dal terrazzo, coperto da uno spiovente aggettante dal tetto.

La Fontana di Piazza  Mercato, all’incrocio del Corso Vittorio Veneto con Via A.A. Minichiello, e Via Carpignano, fu costruita nel 1885. Costituita da tre vasche ovali sovrapposte, ben proporzionate e armoniose nell’insieme, di pietra bianca levigata come marmo, la Fontana ancora oggi è il “cuore” della parte antica del paese e, insieme, “vetrina” estiva di prestigiose bande di musica classica.

La Fontana del Re è una delle numerose fontane-abbeveratoio, fatte costruire da Carlo III di Borbone nel ‘700, lungo il rimodernato percorso della Strada Regia. Trovasi a circa 2 km da Grottaminarda, sulla S.S. 90 Napoli-Foggia, in direzione Passo Eclano.

Il Festóne è la tradizionale “Grande Festa” dei Grottesi. Si tiene ogni anno nell’ultima decade di agosto, in onore di S. Antonio da Padova e di S. Rocco di Montpellier, ai quali, dal 1992, è stato affiancato S. Tommaso d’Aquino, patrono di Grottaminarda. Si caratterizza per la fantasmagoria delle Arcate (luminarie) che decorano il Corso e le vie principali del Paese, per i Concerti di musica classica in Piazza Fontana ad opera di prestigiose bande da giro, per le Processioni dei Santi e per lo scintillio artistico dei Fuochi d’Artificio.

Carpignano sorge a 5 Km. circa da Grottaminarda, lungo la strada provinciale per Frigento. Al Santuario omonimo, dedicato alla Madonna, è annesso un convento, fondato dai Padri Mercedari agli inizi del secolo scorso. Secondo la tradizione, alcuni pastori, mentre portavano al pascolo i loro armenti, trovarono nel cavo di un grosso càrpine il quadro della Madonna bruna col Bambino, di stile bizantino. La tavola con l’icona (dalle dimensioni di cm. 205 x 72) porta in basso la seguente iscrizione: CRYSPIGNANA MATER DEI INVENTA A.D. MCL. BAKINA JOSEPH PINGEBAT. Fino al terremoto del 1980 la Chiesa di Carpignano era impreziosita dagli affreschi di Geppino Volpe, figlio dell’esimio pittore dell’800 napoletano Vincenzo (nativo di Grottaminarda).

L’abito della Pacchiàna è il simbolo del folclore grottese. Il costume, nel suo insieme, è un gioiello di bravura e di pazienza. Ricco di merletti e ricami, sapientemente inseriti in un caleidoscopio di stoffe dai colori forti, viene ancor più ravvivato da un fazzolettone vivace (sulla testa) e da un grazioso foulard, detto scollino (sulle spalle). Altre parti caratteristiche: la camicia, il corpetto, la gonna finemente plissée e fluente dalla vita ai piedi, un grande grembiule ricamato, nastri e oro. Sull’avambraccio sinistro fa bella mostra di sé il cosiddetto “pann’ russ’”. Sul petto spiccano le “còcole”, file di collane formate con le bacche rotondeggianti delle querce coccifere dipinte in oro. Sostituiscono quelle vere, fatte col prezioso metallo, donate quasi tutte alla “Patria” nel 1935, in occasione della guerra d’Etiopia, promossa dal Fascismo.

Cucina locale: Pizza cu le pemberòl’ (pizza al pomodoro) o arrecanàta (con origano); pizza chiéna (torta rustica con sfoglia ripiena di uova, formaggio, ricotta, salsiccia stagionata, sale e pepe); pizza cu lu sàngh’ (torta dolce: sfoglia ripiena di crema ottenuta con latte, sangue di maiale, cioccolato fondente, cacao amaro, zucchero, tuorli d’uova, vincotto, vaniglia, succo di mandarino, qualche goccia di liquore)Ciambuttèlla - Ingredienti: Olio, aglio, peperoni verdi, pomodori, basilico, sale. Cuccio a ciambuttèlla: Pezzi di coniglio rosolati in olio e conditi con la ciambuttèlla. Cicatiélli cu lu puliéo: Cicatiélli conditi con una salsa ottenuta con olio, aglio, pomodori, sale e puliéo (puleggio: menta pulegium, pianta odorosa). Mugliatiélli: involtini di intestini di agnello ben aromatizzati. Làchen’ a gnòtt’ : tagliatelle fatte in casa, condite con sugo fatto con pancetta, olio, aglio, sale, menta (e peperoncino).

 

Schede e foto fornite gentilmente dai coniugi Maria Crugnale e Tonino Capaldo