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GROTTAMINARDA - Rocco Palumbo - Pasquale. Grottaminarda è situato su una dorsale posizionata nella valle dell'Ufita. E' un importante snodo viario che fin dalla preistoria ha reso agevole il passaggio dal Tirreno al litorale Adriatico, grazie alla presenza di naturali vie di comunicazioni riprese in epoca romana da una variante dell'Appia (Via Aurelia Aeclanensis) e successivamente dalla Nazionale delle Puglie.  Dall'alto delle torri si gode una bellissima veduta dell'intera cittadina. CHIESA DI SANTA MARIA MAGGIORE Vicino al Castello di Aquino c'e la chiesa di Santa Maria Maggiore, costruita nel 1478. Essa ha struttura a croce latina, con una navata centrale e cappelle laterali in stile barocco.  Oltre ai dipinti troviamo un battistero di marmo del XVIII secolo con una porticina di argento, e un monumentale organo a canne del 1799.  Accanto alla chiesa e situata la torre campanaria, costruita tra il 1712 e il 1766 dal maestro Ciriaco di Silva da Mercogliano, su disegno del Vanvitelli. Essa ha una base quadrata e misura 36 metri di altezza. TRADIZIONI ED EVENTI LOCALI Ogni anno a Grottaminarda, nel mese di agosto, si tiene una festa molto importante, istituita per celebrare Sant'Antonio e San Rocco. Essa dura tre giorni ed e chiamata "il festone", per sottolineare la sua importanza e lo stile pomposo delle celebrazioni.  Il paese viene abbellito con luci colorate, le strade sono affollate dalle bancarelle che vendono dolci, caramelle e prodotti di artigianato, mentre le statue dei due santi vengono portate in processione e gente dai paesi vicini accorre ad unirsi ai "grottesi". L'ultimo giorno ci sono degli splendidi fuochi d'artificio che decretano la fine dei festeggiamenti. Storia di emigranti di Grottaminarda e occupazioni quotidiane dei grottesi. ... Fieri della loro grottesità e della loro storia. È un paese sito nella parte meridionale della provincia di Avellino, relativamente a poca distanza dalla regione Puglia; è facilmente raggiungibile dall' autostrada Napoli-Bari (Napoli-Canosa) - uscita Grottaminarda. Internet tra le sue peculiarità ha sicuramente quella di essere accessibile da ogni parte del mondo e, in questo modo, Grottaminarda apre la sua "finestra sul mondo" pensando, non solo al suo grande patrimonio artistico ed architettonico, ma anche e soprattutto alla sua ricchezza fatta di cultura e di tradizioni. Sulla base di attendibili fonti storiche, la nascita di Grottaminarda risale alla fine del secolo VIII, nel periodo della dominazione longobarda di Benevento. Originariamente il nucleo abitativo era costituito dal rione Fratta e dalla Cripta, cioè dalla Grotta di Sant'Angelo, il Santo caro ai Longobardi, che fu edificata insieme al suo campanile con la tecnica tipica di questo popolo, ovvero con il riutilizzo di pietra di epoca romana. Da attendibili fonti storiche attribuiscono la nascita di Grottaminarda al periodo della dominazione longobarda di Benevento. I Longobardi occuparono questo territorio e fondarono un paese al quale diedero il nome di "Cripta", dal quale poi derivò il nome del paese di "Grotta".Nel 1211, divenuti feudatari i D'Aquino, nella persona di Landolfo, al nome di Grotta si aggiunse quello di "Minarda". Si scelse questo nome, GROTTAMINARDA, perché i funzionari statali di Federico II, per motivi fiscali e militari, dovevano distinguere questo paese da altri, che in quel periodo avevano lo stesso nome di "Cripta". Di anno in anno, qui a Grottaminarda, si tramanda, ormai da generazioni, un rito antica festa il "Festone". La festa si tiene in Settembre, e consiste in una sorta di ringraziamento delle genti del luogo, per il raccolto effettuato. Da sempre attivo centro agricolo dell'Irpinia, Grottaminarda ha fondato gran parte della sua risorsa economica sui prodotti della terra: prodotti ancora oggi genuini e gustosi, che si trasfondono negli ottimi piatti della tradizione gastronomica locale. Piatti dal gusto corposo e robusto, secondo la migliore tradizione montana, a base di ingredienti semplici e genuini come il grano ( per il pane e i più svariati tipi di pasta), gli ortaggi e le verdure, quindi le carni e gli insaccati. Una cucina per chi ama i sapori forti ma che trova compiaciuti consensi anche da parte di palati abituati a gusti più leggeri. Grottaminarda è un attivo centro agricolo e commerciale dell'Irpinia Dall'autostrada Napoli-Bari l'uscita è a Grottaminarda. Proseguire le indicazioni per Melito, oppure con l'A1 Roma -Napoli, uscire a Caianello, proseguire per Benevento e da qui continuare sull' A14 sempre uscita Grottaminarda. (benvenuti). Da Grottaminarda come raggiungerci: Da Napoli - A/16 uscita Benevento, raccordo autostradale per BN, uscita Benevento centro, sullo svincolo sulla destra SS 90 Bis in direzione Foggia per circa 30 Km, bivio Casalbore. Da Roma – A/1 uscita Caianello, imboccare di fronte al casello la SS per Telese-Benevento per circa 60 Km, uscita Benevento Centro, sulla destra SS 90 Bis in Direzione Foggia per 30 Km, bivio per Casalbore. Da Bari - A/16 uscita Grottaminarda, SS 90 per Ariano Irpino, S.P 19 in direzione stazione ferroviaria Ariano Irpino, SS 90 Bis direzione Benevento, bivio per Casalbore. Grottaminarda: suo obiettivo era quello di porre un baluardo di controllo sulla via che da Napoli, attraversando il Principato, portava a Benevento e da qui proseguiva per la Puglia; molte delle sue roccaforti non a caso hanno questo privilegio. Tale supposizione è giustificata anche dall'uso che di questo palazzo hanno fatto i feudatari che in esso si sono succeduti, questi ultimi facendo presidiare le torri angolari avvistavano i passanti che da Grottaminarda, Mirabella Eclano, Gesualdo si dirigevano a Benevento ed esigevano da loro il dazio. Per Grottaminarda - Autostrada Napoli-Bari (A16), uscita Grottaminarda direzione Ariano Irpino (5 Km) - A 80 Km dall'Aeroporto di Capodichino Via Nazionale, Ariano Irpino (Avellino) Adagiata su tre colli , Ariano è un po' la capitale di questi luoghi, centro di primaria importanza da un punto di vista economico e culturale, vantando ben cinque musei oltre al Centro Europeo di Studi Normanni. Grottaminarda si trova a 90 km da Napoli, 36 da Avellino e 15 da Ariano Irpino. E' situata su una dorsale posizionata all'imbocco della valle dell'Ufita, ai margini dei ridossi collinari Catauro e Tamauro, lungo un importante snodo viario che sin dalla preistoria ha reso agevole il transito dal Mar Tirreno alle coste del mar Adriatico. Per la scarsa leggibilità delle fotocopie da microfilm reperite presso la Biblioteca Civica di Torino, sono state ritrascritte da Rocco Palumbo di Grottaminarda La partenza era stata fissata da tempo per il nove di aprile, Lunedì; l'organizzazione spetta, come sempre, a Pasquale Palumbo di Grottaminarda, classe 1917, che è il più vecchio e ha fatto nove anni di militare, «ho mangiato la sabbia – dice – e ho bevuto l'acqua del mare, in Africa e in Albania, se li ricorda quei tempi?. Così quei ragazzi si fidano di me. Gli altri guardano e sorridono malinconicamente quando Pasquale Palumbo di di Grottaminarda raccontando i fatti di tutti, li avesse costretti a mettersi nudi, come alla visita militare.  Pasquale Palumbo di Grottaminarda ha gli occhi furbi e la parola facile, ma prima di parlare ascolta e riflette; il comando che, con unanime decisione, gli è stato affidato, gli impone senso di responsabilità. La maggior parte dei viaggiatori è scesa a Genova; e a Porta Nuova soltanto giù un centinaio, forse meno. Il gruppo più numeroso è quello comandato da Pasquale Palumbo di Grottaminarda: partiamo Pasquale Palumbo di Grottaminarda sa quello che bisogna fare. Pasquale Palumbo di Grottaminarda corre via, per cercare la carrozzella. I meridionali non accettano altro mezzo di locomozione o a piedi o in tram. Le trattative si dilungano: il vetturino cede soltanto quando Pasquale Palumbo di Grottaminarda si decide soltanto per le mille lire, non una di più. La ditta passa l'alloggio, gli spaghetti e il vino,Pasquale Palumbo di Grottaminarda, quando può, fa da mangiare perché lui, che è stato nove anni militare, sa stare intorno ai fornelli. GROTTAMINARDA - Disegni in punta di penna - Tonino Capaldo  Queste naturali vie di comunicazione passando per Grottaminarda furono poi riprese in epoca romana da una variante dell'Appia e successivamente dalla Nazionale delle Puglie. Fu sempre, pero, ricostruito e in un documento del 1531 veniva descritto come una perla difensiva. A seguito dei terremoti del 1694 e 1734 la parte meridionale del castello divenne zona residenziale, mentre la parte opposta fu trasformata in un giardino con terrazzo. Il castello ha due torri cilindriche alte quasi 14 metri, che furono costruite utilizzando pietra calcarea. All'interno di esse vi sono dei passaggi sotterranei che in passato collegavano il castello ad Aeclanum.  Il paese ha una popolazione di circa 14.000 abitanti, su una superficie di quasi tre mila ettari. Il santo patrono di Grottaminarda è San Tommaso. LA STORIA I ritrovamenti di frammenti di ceramica e di una punta di lancia di bronzo nelle campagne di Grottaminarda, testimoniano che gruppi umani vissero nella zona fin dal Neolitico antico, durante l'Eta del bronzo e fin dall'Eta del ferro. In epoca romana tutta la zona si trovava sotto la giurisdizione della vicina colonia di Aeclanum (Passo di Mirabella) ed era caratterizzata dalla presenza di ben organizzate ville rustiche di produzione, la cui diffusione e testimoniata dai ritrovamenti di monete ed iscrizioni funerarie nei sobborghi di Sant'Andrea, Bosco, Versura, Ruvitiello e nei pressi del fiume Ufita, dove sono state ritrovate terrecotte votive, lampade ad olio e vasi miniaturistici del III secolo a.C. Nel territorio di Grottaminarda gli archeologi hanno ritrovato anche una statua raffigurante una divinita femminile, una testa marmorea di Druso senior (ritrovata tra le rovine del castello di Aquino) ed una statua femminile di eta imperiale, panneggiata con attributi di Cerere.  Questi ritrovamenti sono conservati, rispettivamente, nel monastero dei Frati Mercedari di Carpignano, nel locale Antiquarium comunale e presso il Museo Archeologico di Avellino. Secondo alcuni studiosi il nome "Grottaminarda" deriva dall'espressione latina "criptay Minervae", in quanto la chiesa di Santa Maria Maggiore fu probabilmente costruita sui resti di un tempio dedicato alla dea della saggezza (Minerva). Il castello fu spesso danneggiato dai numerosi terremoti che interessarono l'area. Secondo altri, il nome "Grottaminarda" e derivato da "grotte di Mainardo", un nobile duca normanno che visse nella zona. Infatti fu proprio durante il periodo dei Normanni che Grottaminarda cominciò a crescere come borgo, con il suo castello (costruito forse sulle rovine di una antica fortezza romana) sopra un cocuzzolo, circondato dalle casupole della "fratta" (la "fratta"e il nome- derivato dalla forma dialettale di "macchia" - del primo nucleo del paese). La fratta fu appunto il primo nucleo abitativo di Grottaminarda, fondato insieme al castello, la cripta e il campanile della chiesa di S. Angelo. Il piccolo borgo era circondato da quattro torrette, i cui resti si possono vedere ancora oggi. In passato, ad esso si accedeva passando attraverso le porte costruite lungo le mura perimetrali. Attraverso i secoli Grottaminarda e stata danneggiata dai frequenti terremoti: tremendi furono quelli del 1694, del 1930 e del 1962. Anche le scosse sismiche del 23 novembre 1980 procurarono danni seri alle case del centro storico e al patrimonio storico, artistico e religioso del territorio. Gli edifici storici piu importanti di Grottaminarda sono il castello di Aquino e la chiesa di Santa Maria Maggiore. IL CASTELLO DI AQUINO il Castello di Aquino e appartenuto a famiglie nobili per molti secoli, ma dal 1988 e di proprieta del Comune di Grottaminarda.  Risale al Medioevo e fu ampliato nel XII secolo, quando venne costruito il muro difensivo esterno.